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BOVISA
Il Candiani
lavorava in una fabbrica di vernici, alla Bovisa. Lui però era
di fuori Bergamo, ma ben fuori. Tutte le mattine s’alzava alle
cinque meno un quarto, si faceva i suoi bei quattro chilometri
in bicicletta fino alla stazione del più vicino paese dove
passava il locale per il capoluogo, due vagoni sempre sporchi,
pieni di gente in piedi che fumava e, data l’ora, proprio non
aveva voglia di parlare. La cosa non lo disturbava più di
tanto.... (leggi)
CENSIMENTO
Il Cavenaghi era, da un mese, in cassa integrazione.
A dir la verità, non era mica mai stato tanto fortunato col
lavoro anche se, finito l’istituto tecnico e fatto il militare,
al primo annuncio del Corriere al quale aveva risposto l’avevano
subito preso. Faceva l’analista nel laboratorio qualità di una
fabbrica di fibre sintetiche. Dieci anni: poche soddisfazioni ma
anche poche responsabilità. Poi i padroni.... (leggi)
DATE STORICHE
“Cosa fai, dormi? Eh? Starai mica dormendo…” “…” “Cerca di star
sveglio che se no m’addormento anch’io e allora ciao. Oltretutto
nemmeno un’auto con la radio avevano in quell’accidente di
agenzia. La prossima volta altro che Avis, pigliamo la Hertz che
non m’ha mai rifilato un bidone così…” “Eh…Ah…” “Su sveglia,
bello. Dì qualcosa, raccontami qualcosa. Abbiamo davanti ancora
cinquecento chilometri, comincia a far buio e fra un po’ piove
anche…”.... (leggi)
HOMINI LVPVS
Anno nefastus et horribilis quello di nostro Signore 1348, mal
principiato e sulla via di finire anche peggio.
Prima una coda malignazza d’inverno aveva bruciato metà degli
olivi e fiaccata la frumenta. Poi una primavera piovosa di
scrosci aveva annegato le prate e fatto cadere dai rami la
frutta in germoglio. Quindi, coi primi caldi e preceduta da
sinistra fama, era giunta da mezzogiorno la più spaventevole
delle calamità, la peste. Gli sventurati .... (leggi)
LA MACCHINA GALVANICA
Non dimenticherò mai l’antivigilia di Natale del 1841.
Ero, allora, alla mia prima condotta nella cittadina di Visso,
un piccolo paese di montanari della Marca Appenninica a ridosso
della catena del Vettore. Ci ero giunto da Pavia nella tarda
primavera, appena laureato, dopo averla trovata menzionata sullo
“Sperimentale” nell’elenco di quelle vacanti.... (leggi)
SANGUE ALLA TESTA
Achille Galbiati
ha un nome da idraulico ma ha studiato da perito.
Meccanico, per la precisione.
Passa la sua vita in giro per l’Italia a fare la manutenzione
dei piccoli apparecchi usati nei laboratori industriali:
dinamometri, viscosimetri, piaccametri. Roba così.
E’ uno scapolo cinquantenne, scrupoloso e di abitudini radicate.
Quando .... (leggi) |
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LA STORIA DI ARIEL
(romanzo di fantascienza a puntate)
Ariel è un riparatore. Un riparatore clandestino, non
iscritto nei registri della Compagnia. Ripara impianti
idraulici, condizionatori, sistemi di controllo, vive in
una zona desolata ai margini della settima cupola.
Europa Occidentale.
Ariel aveva ricevuto una telefonata per una richiesta di
riparazione alla settima cupola, quarto ... (leggi)
MASSIMO DATTE DA FA'
(sonetto romano pre-elettorale - 2006)
Massimo
datte da fa,
‘stavorta
nun li devi lassà ‘n pace
Parla co’
tutti e nun te vergognà,
Dillo più
forte quello che ‘n te piace.
(leggi)
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DON GENNARO PLACEBO, SANTONE E
MAGO
-
Permesso?
- Avanti, si accomodi, lei è?
- Carlo Sciosciammocca. Fratello di Ciro..
- Sciosciammocca…Sciosciammocca…Ciro…
- Un suo….”paziente”…”assistito”…
- Ah! Si, si si.. Ciro Sciosciammocca…e come no…certo
certo…
- E se lo deve ricordare per forza…mi risulta che nel
suo ultimo anno di vita, il povero Ciro, MIO FRATELLO…le
ha pagato parcelle per un totale di trecentomila euri,
il suo intero capitale e io sto andando a sporgere
denuncia al comando dei carabinieri, ma siccome lei
abita nel portone accanto alla caserma, sono voluto
passare a togliermi la soddisfazione di chiederle PER
COSA mio fratello le avrebbe devoluto tutti i suoi
averi.... (leggi) |
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FUFI
Tenere degli animali in casa, in particolare i cani,
comporta una serie di sacrifici che non tutti sanno
considerare sin dall’inizio.
Bellino! E’ tanto tenero! Lo teniamo? Lo chiamiamo… Fufi!
Attenzione! Bisogna ricordarsi che non si tratta di un
oggetto! Sì, è affettuoso, ti fa tante feste, ti dà
tanti baci, ma poi ci si accorge che puzza, che sbava,
che bisogna portarlo ... (leggi)
IL CASTELLO DI BICCHIERI
Ogni sera, come ogni mattina, Adolfo è costretto a
passare un paio d’ore sui mezzi pubblici (un autobus e
un tram all’andata, un tram e un autobus al ritorno) per
percorrere il tragitto casa-lavoro-casa. I capelli
ricci, i baffetti e gli occhi neri e profondi tradiscono
le sue origini; cosa che è sempre stata motivo di
sofferenza per Adolfo... (leggi)
LA COSA
Tra una paragrafo e l'altro di un articolo poco
interessante, sprofondato in poltrona, vengo distratto
dal rumore della carta stropicciata del giornale che si
sta ripiegando sulle mie gambe.
La mia mente inizia allora a vagare assieme ai miei
occhi, che, saltando da un oggetto all'altro della
stanza, cercano un messaggio alternativo più
stimolante.... (leggi)
QUINDES
A sinistra un drago, a destra un'aquila.
Il drago non s’è accorto, oppure finge? Quell’aquila non
mi piace. Me la ritrovo sulla testa ogni sera e ogni
mattina.
Un volta mi sono sdraiato con la testa al posto dei
piedi, ma da quella grossa macchia d'umidità non sono
usciti altro che un drago e un'aquila capovolti.... (leggi)
MEGLIO LA MORTADELLA DELLO
STOCCAFISSO (racconto pre-elettorale - 2006)
Vieni,
vieni, fai come se fossi a casa tua!
Qui in
cucina poi ci si sente più rilassati, come in famiglia…
Già,
volevo proprio parlarti di quello che vedi sul tavolo.
E’ per
questo che ti ho invitato. Ora lo sai. Volevo un tuo
parere. O meglio, volevo darti un consiglio, nel caso in
cui tu non sapessi cosa scegliere...
(leggi)
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STREET
- lì.
questo stanzone rettangolare rosa, con i condizionatori
attaccati fuori, ci tengono i morti – lo dice Luffio,
dice che lui se ne intende, che una volta ha scritto un
software per la gestione dei loculi al cimitero - e
quello è un cazzo di obitorio, ci puoi giurare - insiste
- lavoro davanti ad un una camera mortuaria insomma e
non è mica bello, non è bello, no, che mi affaccio alla
finestra e saluto i cadaveri di questi.... (leggi)
VERONICA
un tempo credevo che il suicidio sarebbe stata la
soluzione. un tempo. poteva essere. ora ho capito che
non sono più nemmeno libera di morire. in realtà, non è
così semplice, è vero sono immortale, ma all’occorrenza
potrei essere malata terminale, in chemioterapia o
vittima di un attentato comunista.... (leggi) |
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IL CAPPELLO DEL CARDINALE
Quando Monsignor Federico Callori di Vignale fu elevato
alla porpora cardinalizia, era a letto ammalato per una
banale influenza.
Il nonno Alberto, che era Cameriere di Cappa e Spada di
Sua Santità Pio XII, ebbe l’incarico di andare a
consegnargli il cappello da cardinale, data la loro
amicizia di vecchissima data. Mi chiese di andare con
lui, cosa che feci con molta emozione e curiosità.... (leggi)
IL PIATTO DI CRISTALLO
A casa della Nonna Kock (la bisnonna dei miei figli,
mamma del nonno Alberto, che la chiamava ‘’Mammà’’),
c’era una vecchia scatola da scarpe con su scritto “
spaghi troppo corti per essere utilizzati ’’. C’è
veramente materia di riflessione per chi è nato in
periodo di consumismo! Quando io ero piccola, non si
beveva acqua minerale, ma quella del rubinetto... (leggi) |
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